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Athflow, scopriamo insieme questa nuova tendenza!

by Paola Ferrario
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Per quanto riguarda l’universo fashion, pare proprio che a conquistare la scena dei primissimi mesi sarà lo stile athflow. Anzi: forse ancora non lo sapete, ma è molto probabile che l’athflow 2022 abbia già sedotto anche voi!

L’origine del termine

Athlow è il risultato della contrazione di athleisure e flow. Il primo termine identifica la rivincita degli indumenti sportivi, che non vengono più indossati soltanto in palestra, per fare jogging o comunque per dedicarsi al fitness, ma diventano protagonisti del daily wear nelle più svariate occasioni. Insomma, uscire con i pantaloni della tuta o i leggings, infilarsi una felpa per concedersi un caffè al bar o un po’ di sano shopping è una scelta glamour.

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La parola flow (traduzione: flusso), invece, nell’abbigliamento indica capi fluidi, morbidi, larghi al punto giusto. Il fil rouge fra queste due tendenze è evidente: la voglia di sentirsi comodi e sdrammatizzare. Aggiungiamo una dose di sobria eleganza et voilà, ecco lo stile athflow.

Uno stile versatile per i tempi che cambiano

I tempi e le abitudini cambiano sulla scia dell’emergenza sanitaria. I primi lockdown e le successive restrizioni, con cui ancora facciamo i conti, hanno rivoluzionato la quotidianità. Improvvisamente ci siamo ritrovati a trascorrere ore e ore fra le mura domestiche. All’inizio è stata dura, ci sentivamo leoni in gabbia. Gradualmente ci siamo un po’ abituati e soprattutto abbiamo cominciato a considerare le nostre case non solo rifugi sicuri, ma anche luoghi multifunzionali. C’è chi ha allestito l’home office, chi ha sperimentato quanto sia piacevole allenarsi a casa, chi ha rispolverato vecchi hobby o ne ha scoperti di nuovi.

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Però diciamo la verità: cambiare look per passare da una videoconferenza alla cucina, dal tappetino per lo yoga alla poltrona, dal divano al supermercato o al parco, nel giro di poche ore, è uno stress. La soluzione? Un look flessibile, adatto a tutti gli scenari che costituiscono la nuova quotidianità. E che non ci faccia dimenticare quant’era bello aprire l’armadio per scegliere cosa mettere, mentre attendiamo di avere indietro la nostra vita di sempre.

I must have

Ma andiamo più nel concreto, focalizzandoci sui must have dello stile athflow. Subito una buona notizia: molti dei capi irrinunciabili sono già nel vostro armadio. Ci riferiamo, per esempio, a quel cardigan lungo che non mettete da un po’, alla tuta oversize che pensavate non vi valorizzasse, ai leggings elasticizzati. Alla giacca classica, da indossare al volo su una maglia casual. Cosa aggiungere? Innanzitutto una morbida jumpsuit in cotone o in velluto, che si trasformi da comfy a ultra chic semplicemente mettendo una cintura. Poi una gonna alla caviglia, dritta o svasata a seconda dei gusti, l’importante è che ti stia bene anche se indossate scarpe basse. Un abito in maglia è un jolly (oltre che un must del momento), e lo stesso dicasi per i joggers, per la camicia bianca di taglio maschile, per il body a maniche lunghe e per i jeans larghi. La classica canotta in cotone non manca nel vostro armadio, vero? Perché non può non essere inserita nell’elenco dei capi athflow, versatile com’è, nella sua disarmante semplicità, per la primavera estate meglio con uno scollo all’americana. Idem per le t-shirt basiche monocromo.

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Per quanto riguarda i soprabiti, prendete nota: le scelte vincenti sono il capospalla over, il trench, il piumino (anche 100 grammi) e il poncho. Passiamo ai colori. Il nero e il bianco devono essere presenti all’appello; per il resto la palette è composta da tonalità neutre e passepartout quali il beige, il crema, il marrone. Ben vengano anche i pastelli, ma con moderazione. Per le nuance accese, invece, non c’è molto spazio. 

E le scarpe?

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La deduzione è facile: le scarpe che meglio rappresentano lo stile athflow sono le sneakers e quelle da ginnastica. Da abbinare a qualsiasi capo, anche agli abiti in maglia, al maxi coat e all’impermeabile. Via libera anche agli stivaletti sia fuori che dentro casa. A proposito di casa, le pantofole classiche non vanno bene, perché smontano la teoria su cui è stato costruito l’athflow. Quelle aperte e rivestite in pelliccia, invece, sono perfette!

Image Source: Getty Images – Unsplash

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