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Dr. Martens: le scarpe che non hanno più bisogno di essere punk

by Paola Ferrario
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Non ho vissuto gli anni in cui le Dr. Martens sono passate dall’essere scarpe da lavoro a simbolo delle sottoculture britanniche, né tantomeno il punk degli anni Settanta.

Le mie Docs arrivano, per una questione puramente demografica, molto dopo. Siamo più o meno nel 2012, tra la fine delle medie e l’inizio delle superiori. Nella mia testa ci sono Avril Lavigne, Alexa Chung, i jeans skinny e un’estetica vagamente rock che all’epoca mi sembrava molto più estrema di quanto probabilmente fosse davvero. È anche il periodo in cui ricordo di aver iniziato a mettere un po’ più di carattere nel modo di vestirmi. Levi’s 501, con o senza strappi. Camicie a quadri, ancora meglio se Abercrombie & Fitch. E, quando riuscivo ad appropriarmene di nascosto dal guardaroba di mia madre, anche il foulard di Roberto Cavalli. Ai piedi? Ovviamente le Dr. Martens.

Dr. Martens

Ne ho avute parecchie, dalle classiche in pelle alle platform, fino a un paio imbottito di pelo per l’inverno. Ma le mie preferite erano morbide, in similpelle nera, con una stampa tono su tono vagamente goth, fatta di teschi e altri disegni che oggi non saprei nemmeno descrivere bene. Forse è anche per questo che, tra tutte le versioni che sono uscite negli anni, continuo sinceramente a preferire il buon vecchio anfibio nero. Il modello 1460, quello riconoscibile per gli otto occhielli, le iconiche cuciture gialle e il passante AirWair sul retro. Un modello che non ha mai avuto davvero bisogno di essere reinventato.

Come si indossano le Dr. Martens oggi?

La risposta, sorprendentemente, è: molto più semplicemente di quindici anni fa. Non serve più costruirci intorno un’intera estetica. Non è necessario aggiungere jeans strappati, camicia a quadri, chiodo di pelle e accessori dall’aria ribelle per far capire che cosa abbiamo ai piedi. Le Dr. Martens hanno attraversato così tante generazioni e sottoculture da essersi ormai liberate, almeno in parte, della necessità di rappresentarne una. Oggi possono essere semplicemente un paio di stivaletti neri. E forse è proprio questa la loro nuova forza.

Dr. Martens

Il modo più immediato per indossarle oggi è probabilmente con i jeans. Ma non necessariamente con gli skinny che portavamo negli anni Duemila. La silhouette contemporanea è più morbida: jeans baggy, barrel, straight o persino cargo, magari in denim scuro oppure con una stampa camo. La proporzione funziona proprio perché l’anfibio crea un punto di peso alla base della silhouette. Un maglione oversize, una T-shirt bianca, una giacca corta o un blazer più strutturato completano il look senza bisogno di aggiungere altro.

La seconda possibilità, e forse quella che preferisco oggi, è indossare le Dr. Martens con una gonna. Una gonna dritta e midi, per esempio, rende immediatamente più interessante l’anfibio perché mette in contrasto una silhouette più femminile con una scarpa dalla costruzione decisamente più robusta. Ma possiamo anche tornare alle origini. Mini o midi skirt tartan, calze coprenti e Docs.

Dr. Martens

C’è poi un abbinamento che rende le Dr. Martens particolarmente interessanti: l’abito. Un vestito midi fluido, magari stampato o leggermente romantico, acquista immediatamente un’altra personalità quando viene indossato con un paio di anfibi. È quel tipo di contrasto che permette di evitare l’effetto troppo costruito. Un abito femminile con una scarpa maschile e robusta. Un capo delicato con qualcosa che nasce per essere resistente. Il risultato è meno prevedibile del classico abbinamento con ballerine o décolleté e, soprattutto, permette di portare un vestito anche in contesti molto più quotidiani.

Sono state scarpe da lavoro, simbolo del punk, uniforme di diverse sottoculture, icona grunge, elemento dell’estetica indie e poi oggetto di moda. Oggi possono convivere con un paio di jeans di lusso, una gonna sartoriale, un abito romantico o un guardaroba minimalista. Eppure, per chi le ha indossate da adolescente, rimane qualcosa di diverso. Perché una cosa è comprare oggi un paio di Dr. Martens perché stanno bene con i jeans baggy. Un’altra è ritrovare nell’armadio quelle che indossavi quando eri poco più che adolescente.

Dr. Martens

Le mie sono ancora lì, consumate, un po’ rovinate e con le suole ormai quasi finite. Non sono più perfette. Ma forse è proprio questo il bello delle Dr. Martens: sono una di quelle scarpe che migliorano quando smettono di sembrare nuove. E ogni volta che le guardo penso che, alla fine, alcune cose non hanno davvero bisogno di tornare di moda. Devono solo aspettare che torniamo noi a indossarle.

Image Source: Getty Images

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