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Viaggiare sostenibile si può?

by Federica Livio
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Esplorare il mondo nel pieno rispetto della Natura: una missione nobile, che però non tutti sanno
intraprendere! Mai come in questi anni, la Terra ci chiede rispetto e aiuto: è bellissimo viaggiare, ma è ancora più bello
se fatto in modo il più possibile sostenibile. Abbiamo incontrato Patrizia, guida ambientale escursionistica e fondatrice di Ecoesplora.

  • Buongiorno Patrizia, come è nato questo progetto sostenibile?

Fin da ragazza sono stata una viaggiatrice e soprattutto curiosa del mondo naturale, della sua bellezza, complessità esostenibile fragilità alle manomissioni umane. Dopo un percorso lavorativo di altro tipo, è stata quindi una logica prosecuzione dei miei sogni prendere la qualifica di Guida Ambientale Escursionistica. Anche perché nella mia professione prevale l’esigenza di comunicare i valori naturali a quella meramente “sportiva” e quindi ho la possibilità di introdurre alla natura e all’escursionismo la maggior parte delle persone. Sono oramai più di 20 anni che mi dedico a questo lavoro, che è principalmente una missione, e spero di potere continuare a farlo! L’anno scorso è stata fondata la mia azienda individuale Ecoesplora, che ha proprio l’obiettivo di portare le persone a conoscere la Natura d’Italia, per prima cosa, con qualche digressione fuori dai nostri confini.

  • Viaggiare nel rispetto della Natura è un concetto molto nobile, peccato non venga rispettato da molti. Quali sono i punti cardine ai quali si attiene durante i suoi viaggi?

Viaggiare in modo consapevole, e per di più quando ci si introduce in ambienti spesso fragili in cui il nostro impattoecoesplora019@gmail.com può essere deleterio, quali sono certi ambiti naturali, deve essere un obiettivo a cui tendere. Anche se non sempre è facile mettere in atto tutte le buone pratiche che sarebbero auspicabili! Si deve fare innanzitutto attenzione al mezzo di trasporto: ove possibile, si deve preferire il mezzo pubblico per accedere alle zone dove andiamo a camminare, come treni, traghetti, bus. Ove non è possibile, si devono mettere in atto metodi di minimizzazione della nostra impronta ecologica, come il car- sharing e i voli aerei con compensazione della Co2. Un’altra buona regola è scegliere le strutture in cui si soggiorna privilegiando quelle a conduzione familiare e/o locale e con buone pratiche di gestione ecologica. Altro aspetto, quando ci si muove con tenda e si bivacca in ambiente naturale si deve seguire l’etica del “no leave trace” per impattare meno possibile sull’ambiente.

  • Come funziona un tipico evento di esplorazione da lei organizzato e quale genere di audience ha?

Io organizzo essenzialmente attività escursionistiche, che siano di uno o più giorni. Quindi le persone possono partecipare al programma, ma organizzandosi per quanto riguarda l’arrivo sul posto, con il mio aiuto per rendere la cosa il più sostenibile possibile. Ci sono persone di tutte le età che partecipano a questa attività: come ovvio in tutti loro preesiste l’attenzione per l’ambiente naturale e l’ecologia. La cosa piacevole è che dopo tanti anni di esperienza ho persone fidelizzate che mi seguono da tutta Italia e anche dall’estero. Quindi è bello avere gruppi non solo con persone di età diversa, ma anche provenienti da luoghi e storie diverse. Uno splendido modo di arricchirsi anche dal punto di vista umano!

  • Quanto spesso viaggia durante l’anno ed è qualcosa a cui è stata abituata fin da piccola?

Cerco di viaggiare tutto l’anno: ovviamente per il mio lavoro che per la maggior parte si svolge in Italia, in varie areesostenibile protette, ma come detto anche all’estero. Poi per gli amici che vivono come me in Piemonte organizzo anche delle gite “in giornata” il sabato e la domenica, in un ambito geografico più localizzato. Ma, come dice mia madre, “non mi cade il tetto in testa”, nel senso che è forse più il tempo che passo fuori casa di quello che passo tra le mura domestiche! Già da piccola ero abituata ad esplorare la Natura: nei picnic familiari spesso “scomparivo” per andare a curiosare nei dintorni senza alcuna paura, e poi crescendo ho iniziato a fare escursioni con amici ed infine sono diventata istruttrice CAI, sia di escursionismo che collaboratrice ai corsi di Alpinismo. Ma non mi bastava: l’esigenza di comunicare la Natura mi ha poi fatto scegliere questa professione così peculiare.

  • Cosa non può mancare nello zaino del viaggiatore?

È una bella domanda! Per prima cosa forse sarebbe meglio dire cosa NON dovrebbe esserci nello zaino delsostenibile viaggiatore! A volte, in questa epoca di accumulo di oggetti, anche i viaggiatori tendono ad eccedere nel portare con sé cose inutili. In questo senso, il viaggio insegna a essere leggeri, a lasciare a casa il superfluo. Soprattutto poi se si deve viaggiare in autonomia nelle terre selvagge, dove anche ogni chilo in più nello zaino può essere un problema. Al di là di questo, come ovvio si deve essere convenientemente attrezzati ed abbigliati in rapporto all’attività che si va a fare: sempre di più le persone si mettono nei guai perché si azzardano a fare attività escursionistica improvvisandosi al momento e sottovalutando l’ambiente in cui si muovono. Altrettanto importante è avere un minimo di materiale informativo (guide, cartine) sulle zone che si intendono visitare, e prepararsi per tempo. Pur auspicando che non serva, non dimenticherei a casa un minimo di farmacia personale: a volte in certe zone può non essere semplice trovare anche solo un antidolorifico! E poi, per favore, portate con voi apertura mentale, curiosità e voglia di mettervi in gioco: il viaggio è per
prima cosa un accrescimento dell’anima …se non ci lascia diversi da come ci ha trovati non sarà servito a molto!

Grazie Patrizia, è molto bello quello che fai: chissà che non ci sarà a breve l’occasione di partecipare a
qualche tuo viaggio!

 

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