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Il maestro delle ombre: Roma è nel caos

by Diletta Cecchin
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Il Maestro delle ombre

Donato Carrisi

«1521. Nove giorni prima di morire, papa Leone X emette una bolla contenente un obbligo solenne. Roma non deve “mai, mai, mai” rimanere al buio. Il pontefice dispone che strade, chiese e palazzi siano sempre illuminati durante la notte. Storici e teologi si sono interrogati sui motivi che hanno spinto Leone X a imporre una simile regola. Non si è mai giunti a una vera spiegazione». Partendo da questo dettaglio storico reale, Donato Carrisi sviluppa il suo nuovo romanzo, Il maestro delle ombre, edito da Longanesi. Ritroviamo il penitenziere Marcus e la poliziotta Sandra Vega; eppure, nonostante i personaggi siano gli stessi, Carrisi è stato in grado di scrivere un romanzo indipendente dai precedenti, in modo da attrarre anche nuovi lettori che non conoscono gli altri capitoli della saga.
Autunno. Roma. Un terribile nubifragio sta dilaniando la capitale, il Tevere è a rischio esondazione e un fulmine colpisce una delle tre centrali elettriche della città, determinando un sovraccarico nelle altre. Per ripristinarla, le autorità sono obbligate a sospendere l’erogazione della corrente elettrica. La profezia di Leone X sta per verificarsi: Roma rimarrà al buio per un giorno intero.
Il Maestro delle ombreIl blackout ha inizio alle 7:41 della mattina. Niente tv, internet, telefono. Le auto non posso circolare, per le strade solo polizia ed esercito. In caso di necessità si può chiedere aiuto esponendo alla finestra un lenzuolo bianco. Durante il giorno l’emergenza viene affrontata al meglio, ma è con il calare della sera che scoppia il caos: il buio è il perfetto alleato di rapinatori, omicidi e stupratori. Ad aggravare ancora di più la situazione un terribile serial killer, che lascia dietro di sé una scia di morti brutalmente torturati e assassinati, accompagnati da indizi che coinvolgono le più alte gerarchie ecclesiastiche.
Un romanzo che, inserendosi nel fortunato filone inaugurato da Dan Brown, ci mette di fronte a una tragica evidenza: la nostra dipendenza dalla tecnologia, senza la quale siamo uomini e donne allo sbando. Certo, quanto raccontato da Donato Carrisi non è probabile, ma almeno possibile sì. Se un blackout dovesse colpire una città come Roma, fra le strade della capitale si abbatterebbe l’apocalisse immaginata dallo scrittore. Del resto Carrisi ha preso ispirazione da un fatto realmente accaduto, come lui stesso scrive nelle note: «l’idea di questa storia mi è venuta il 19 febbraio 2015 quando, in occasione della partita di calcio Roma-Feyenoord, gli hooligans olandesi in pochi minuti devastarono piazza di Spagna».
Il maestro delle ombre racconta la fragilità degli uomini e, di conseguenza, delle città in cui vivono: basta poco, anche una sola notte, per distruggere quanto costruito nei secoli.

Image Source: donatocarrisi.it, longanesi.it 

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