Febbraio ha avuto il ritmo frizzante delle grandi stagioni editoriali: uscite attesissime, ritorni in libreria, nuove voci pronte a farsi spazio tra scaffali e wishlist. Tra gialli che tengono svegli fino a tardi, romanzi che scavano in profondità, classici intramontabili e novità tutte da scoprire, orientarsi non è sempre semplice. E allora eccomi qui: vi porto con me tra i libri di febbraio che mi hanno fatto compagnia nelle ultime settimane. Un breve recap delle letture che hanno segnato il mio febbraio, tra sorprese, conferme e qualche colpo di fulmine letterario. Pronti a prendere appunti?

Sicuramente, al primo posto delle letture di febbraio, troviamo Destinazione errata, di Domenico Starnone, edito da Einaudi. Un libro dall’incipit incredibile e indimenticabile. La destinazione errata è quella del messaggio che il protagonista e voce narrante del romanzo invia, invece che alla moglie Livia, alla collega di lavoro Claudia. Il pomeriggio è complicato, ci sono tre bambini da gestire, un lavoro da concludere, Livia lontana da casa. Preso dal caos il nostro protagonista invia un ti amo, invece che alla moglie, a Claudia, che immediatamente risponde finalmente l’hai capito, anche io ti amo. Da qui un concatenarsi di eventi che aprono a infinite possibilità. Starnone ci regala un romanzo che ruota intorno al concetto di desiderio: sappiamo veramente cosa desideriamo? E quanto sono pericolosi i nostri desideri?

Il giallo di questo mese è sicuramente Reykjavík di Ragnar Jónasson e Katrín Jakóbsdottir, edito da Marsilio con la traduzione dall’inglese di Irene Gandolfi. Un cold case che si sviluppa tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Ottanta in Islanda. Un ragazza sparisce nel nulla, per più di trent’anni non si sa nulla di lei. Fino a quando Valur, giovane e intraprendente giornalista, decide di occuparsi del caso. Riesumando il fascicolo scopre nuove informazioni ed si convince di avere uno scoop sensazionale fra le mani. Non si rende però conto di essere in pericolo. Un giallo carino, dall’ambientazione geografica e temporale interessante, perfetto per chi ama i classici del mistery.

Il libro da riscoprire questo mese è Accabadora di Michela Murgia, edito da Einaudi. Ormai un classico della narrativa contemporanea italiana, scritto da un’autrice unica, scomparsa troppo presto, in grado di unire la tradizione sarda alla riflessione etica sul fine vita e l’eutanasia. In Sardegna, l’accabadora è colei che, con pietà, pone fine alla sofferenza. Come una madre accompagna verso la morte. Due protagoniste femminili, Maria e Tzia Bonaria, che vivono come madre e figlia, anche se non lo sono, che si sono scelte, e che compiono insieme un destino arcaico.

Infine, se amate la forma breve ma intensa del racconto, vi consiglio I dilemmi delle donne che lavorano di Fumio Yamamoto, pubblicato da Neri Pozza. Sette storie, sette ritratti femminili che si muovono tra ambizione, fragilità, aspettative sociali e desiderio di autodeterminazione. Con uno stile asciutto e penetrante, Yamamoto apre uno spiraglio lucidissimo sulla condizione delle donne nel Giappone contemporaneo, raccontando il lavoro non solo come professione, ma come spazio di conflitto interiore e di ricerca identitaria. Una lettura sottile, intelligente, che resta addosso e invita a guardare oltre le apparenze.
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