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Borse iconiche sulle quali investire

by Francesca Marangoni
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Una borsa è sempre cosa buona e giusta. Se si tratta di una borsa iconica, ancora meglio. Perché le icone sono simboli che non vengono sfiorati dal passare del tempo e nemmeno scalfite nuove tendenze, ma si comportano come un porto sicuro in ogni occasione. Se volete sfoggiare un accessorio capace di racchiudere la storia di una maison o del proprio direttore creativo, una sapiente prova di sublime artigianalità, una compagna di avventure che non vi tradirà mai, è arrivato il momento di investire su qualcosa che regalerà emozioni in eterno.

Christian Dior ha dato vita a numerose borse di splendida fattura, ma forse la più famosa in assoluto è la Lady Dior, nata nel 1994 e dedicata a Lady Diana Spencer. Si tratta di un modello compatto con manici ad arco e caratterizzato dalla cucitura a motivo Cannage, che riproduce la lavorazione di una poltrona francese. Dei charms in metallo compongono poi la scritta Dior. In origine la borsa era stata battezzata Chouchou, ma nel settembre 1995 la allora Première Dame Bernadette Chirac la omaggia alla Principessa del Galles in occasione di una mostra dedicata a Cézanne. Recentemente Maria Grazia Chiuri ha creato Lady D-Lite, un’evoluzione della precedente caratterizzata dal ricamo Cannage 3D e la scritta Christian Dior sulla parte frontale, per una donna moderna e sofisticata.

Un’altra borsa che ha tutte le carte in regola per diventare un accessorio di culto è la Saddle Bag, proposta durante le sfilate Primavera / Estate 2000 e riportata in auge dalla Chiuri diciotto anni più tardi. Pratica, personalizzabile e disponibile in pelle oppure ricamata a mano, questa borsa è ormai un vero e proprio must-have.

Senza tempo come il fascino della sua più grande ammiratrice, Jacqueline Kennedy, dalla quale prende il nome, The Jackie Bag di Gucci rappresenta il simbolo del jet-set internazionale degli Anni ’60 e ’70. Amata follemente dalle star di tutto il mondo, è caratterizzata da una forma a mezzaluna e dalla chiusura a fibbia al centro del lato frontale. Alessandro Michele, con grande abilità, ha saputo catturare l’allude vintage della borsa originale per riproporla in chiave moderna con il nome di Jackie 1961, disponibile in diverse taglie e materiali.

La donna parigina degli Anni ’50 sentiva l’esigenza di un modello di borsa pratico ma di classe. Coco Chanel, figura geniale ed avanguardista che da sempre si batteva per l’emancipazione della figura femminile, stanca delle scomode pochette, dà vita alla Chanel 2.55 (prende il nome dal mese e anno di nascita, ossia il febbraio 1955): una borsa comoda da poter portare sulla spalla. Inizialmente realizzata in jersey, poi in pelle di agnello matelassé, ha una forma rettangolare molto pulita, una signorile chiusura centrale denominata Mademoiselle Lock ed una catena regolabile per indossarla a spalla o a tracolla. Proprio perché deve essere una borsa pratica è ampiamente dotata di tasche, 7 per la precisione: una sul retro e le rimanenti all’interno. La borsa è disponibile ancora oggi esattamente identica a come l’aveva disegnata la stilista francese, elemento che ne accresce il mito ed il desiderio. Per un look più contemporaneo potete anche scegliere la Chanel 2.88, che a differenza della sorella maggiore nasce per mano di Karl Lagerfeld, il quale modifica la 2.55 aggiungendo una striscia di pelle all’interno della catena e sostituendo la chiusura rettangolare con la doppia C della maison (“Double C Lock”).

L’ultima perla in ordine di tempo, nata per mano di Lagerfeld e Virgine Viard, è la Chanel 19 presentata in occasione delle sfilate Autunno / Inverno 2019/20. Elegante, funzionale e disponibile in tantissimi colori e materiali, a differenza delle precedenti può essere portata anche in vita come vista sulle passerelle.

“Una baguette, per favore”. No, non siamo in un panificio, bensì nello studio di Silvia Venturini Fendi, ideatrice di questa borsa a spalla minimal come il tipo di sfilatino francese. Le dimensioni contenute e la corta tracolla regolabile rendono la borsa Baguette estremamente indicata per ogni tipo di personalizzazione a livello di colori, materiali e forme. È grazie ad un episodio di Sex and The City che questa borsa diventa immediatamente virale e molto richiesta in tutto il globo, tanto da essere ormai un best seller della casa di moda. Curiosità: l’ultima rivisitazione della Baguette è datata 2020, ma non si tratta di una borsa come tante, bensì di una sorta di borsa / collana concepita per contenere le AirPods.

Fendi ha però dato vita anche ad un’altra icona: la mitica Peekaboo. In inglese il termine significa “Gioco del cucù” o “Bubu-settete”, che sta a sottolineare l’effetto vedo-non-vedo dei propri scomparti. Salta infatti subito all’occhio la tasca aperta frontale, mentre all’interno si trova una tasca più riservata. Questa borsa iconica, anche se può richiamare una classicità passata, nasce solo nel 2008, un tempo in cui la moda sembrava “impazzita” ed era una vera e propria ossessione sociale. La stilista crea quindi un accessorio in contrasto con la fugacità delle tendenze di allora, un “lusso bisbigliato” come lei stessa dichiara fatto da materiali più preziosi all’interno rispetto all’esterno.

Non sembra scemare il desiderio di possedere una borsa firmata Louis Vuitton, e le vendite del marchio trainante del gruppo LVMH lo conferma. Un modello fra tutti: il bauletto Speedy 30. L’heritage del viaggio è perfettamente integrato nel nome di questo modello, un bauletto con manici in pelle disegnato negli Anni ’30 e pensato per una viaggio breve, quindi dalle dimensioni adatte per contenere un cambio veloce ed un piccolo nécessaire. La forma classica ed elegante l’hanno reso perfetto in qualsiasi epoca ed occasione, tanto che ora è uno dei modelli maggiormente richiesti per la vita in città. La stessa borsa è disponibile anche mini, taglia richiesta da Audrey Hepburn in persona per soddisfare le proprie esigenze.

Sull’olimpo delle icone non possono che svettare le due creature più desiderate al mondo, simbolo di un lusso irraggiungibile e senza tempo. I loro nomi femminili suscitano rispetto ed ammirazione appena pronunciati. La Kelly Bag di Hèrmes nasce negli Anni ’30 per mano di Robert Dumas, che concepisce una borsa dalla linee pulite a forma trapezoidale, con un manico discreto ed una patta con taglio. All’epoca questa borsa incarnava l’audacia e la modernità del tempo, ma è solo vent’anni più tardi che una semplice borsa si trasforma nell’icona della icone. Nel 1956 l’attrice americana Grace Kelly, divenuta Principessa di Monaco, è incinta da pochi mesi, ma vuole tenere il massimo riserbo sulla gravidanza. Così decide di coprire le prime rotondità proprio con questa borsa di Hermès che era solita utilizzare, esponendola di conseguenza ai flash dei fotografi che la seguivano in giro per il mondo. Da qui nasce il nome di Kelly bag ed la sua inscindibile fama internazionale.

Più recente e dalla storia decisamente insolita ed attuale è la storia della Birkin Bag. È il 1984 quando, durante durante un volo ParigiLondra, l’attrice inglese Jane Birkin si lamenta con un compagno di volo di non riuscire a trovare una borsa adatta alle sue esigenze di donna e mamma. Quell’uomo è Jean-Louis Dumas, presidente di Hermès, che astutamente coglie il potenziale della richiesta e disegna una borsa capiente, semplice e funzionale con un dettaglio indispensabile per Jane: un tasca per inserire il biberon. Ad oggi la Birkin è una delle borse Hermès più acquistate.

Image source: Pinterest; Chanel.com

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