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Moda sostenibile: il ritorno del second-hand

by Federica Livio
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Questo 2021 annuncia un grande ritorno: i vestiti di seconda mano, che adesso sono di gran moda (ecosostenibile!). L’idea di recupero anche nel mondo del fashion, che va di pari passo con l’amore per il vintage, è già tornata in auge da qualche anno e si affermerà sempre più: una ricerca di Boston Consulting Group condotta insieme a Vestiaire Collective rivela una crescita stimata del 15-20% nei prossimi cinque anni. D’altronde, la moda è circolare: dal tailor-made si è passati ai capi standardizzati del fast fashion, fino a tornare piano piano agli abiti su misura e, ora, al second-hand. È proprio questa la grande tendenza della moda, accelerata dall’emergenza Covid: il mercato dell’usato. Le motivazioni sono molteplici: da un lato, il lungo periodo trascorso nelle rispettive abitazioni, lo scorso anno, ha portato molti di noi ad eliminare il superfluo. Ma, se fino a qualche anno fa i vestiti dismessi erano destinati alla Caritas o ai cassonetti, oggi possono conoscere una seconda vita, grazie ai diversi siti e app che si occupano dello scambio di abiti di seconda mano.

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Inoltre, c’è molta più consapevolezza sui temi ambientali: le persone sono più attente ai loro consumi, si rendono conto che è necessario invertire la rotta se si vuole preservare il pianeta, un luogo bellissimo ma dalle risorse limitate e in esaurimento. Chi sono i principali consumers di questo nuovo mercato di seconda mano? Come raccontato da Thread Up, la forza trainante di questa tendenza è la generazione Z, cioè le persone fino ai 25 anni, seguita a ruota dai Millennials. Abbracciare l’universo del second-hand fashion non significa rinunciare allo stile o ai brand di lusso, ma essere maggiormente consapevoli dei propri acquisti. I grandi player del mondo della moda, infatti, non si sono certo fatti sfuggire un’occasione per aprirsi nuovi canali di vendita: per esempio, Gucci ha aperto uno store digitale temporaneo sulla piattaforma The Real Real, e per ogni acquisto pianta un albero con One Tree Planted. Inoltre, sono state molte le star che si sono innamorate di questa tendenza: Kim Kardashian ha partecipato al Vanity Fair Oscars Party con il famoso vestito Oyster di Alexander McQueen, visto per la prima volta nella sua collezione primavera/estate 2003.

Le principali piattaforme di compravendita

Se l’argomento second-hand vi interessa e non vedete l’ora di scovare qualche capo vintage di seconda mano da aggiungere al vostro guardaroba, ecco quali sono le piattaforme italiane più conosciute: Lampoo, eCommerce del lusso, che ha appena aperto un negozio fisico nel cuore di Brera, Milano.

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East Market, nato come mercatino vintage qualche anno fa a Milano, che oggi diventa anche piattaforma digitale.

Vintag, che funziona come un vero e proprio social, sul quale gli utenti creano un vero e proprio profilo e possono direttamente comunicare con chi vende.

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Ancora, questa tendenza potrebbe essere un’occasione d’oro per monetizzare il vostro guardaroba dismesso! Ebbene sì, tra le piattaforme dedicate allo scambio di vestiario usato ci sono Armadioverde, che si orienta su una moda commerciale di fascia bassa.

Shpock, che consente di geolocalizzare il mercato ed effettuare scambi con persone della propria zona di residenza, e Depop, che contempla anche il baratto ed è a metà tra piattaforma social ed eCommerce.

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Se poi siete proprio amanti dei brand del lusso, i più indicati sono il francese Vestiaire Collective, l’americano The Real Real, l’arabo The Luxury Closet e quello specializzato sulle borse Rebag.

Cosa aspettate?! È un’occasione d’oro per rinnovare il guardaroba in modo consapevole e sostenibile!

Image Source: Pixbay – Depop – Vintag – Lampoo

 

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