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Ombre sullo Hudson: l’imprescindibile Singer

by Diletta Cecchin
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Esistono libri semplici, che leggi con quel tipo di leggerezza e bramosia con cui bevi un bicchiere d’acqua fresco quando sei assetato. E poi esistono libri complessi, ardui, che si possono e si devono definire difficili, senza paura di spaventare il possibile lettore. Perché è vero, le pagine di questi volumi vanno affrontate con ponderata attenzione, magari ritornano indietro e rileggendo alcune frasi. Sono romanzi da assaporare con la matita in mano, per sottolineare e appuntare i propri pensieri. Ma allo stesso tempo sono quei libri che ti aprono un mondo nuovo, che ti rimangono dentro e come un seme germogliano magari dopo settimane o mesi dalla lettura. È il caso di Ombre sullo Hudson di Isaac Bashevis Singer, pubblicato da Adelphi.

Ombre sullo Hudson

 

Ombre sullo Hudson è una lettura imprescindibile per chi, come me, ama la narrativa ebraica, ma non solo. Infatti Singer è uno degli autori più importanti del Novecento, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1978. Scritto in yiddish nel 1957, apparve per la prima volta a puntate sulla rivista The Jewish Daily Foward. Il fatto di essere nato come un romanzo a puntate lo rende sicuramente più slegato e in alcuni tratti enfatico, ma questo non toglie fascino alla lettura.

La storia narrata in Ombre sullo Hudson ruota intorno a un gruppo di benestanti polacchi, sopravvissuti alla shoah e rifugiatisi a New York. Il titolo è emblematico, perché questi uomini e queste donne che hanno visto in faccia il male assoluto, più che vivere, sopravvivono al senso di colpa, aggirandosi appunto come ombre nella città che si affaccia sul fiume Hudson.

Ombre sullo Hudson

Nel caleidoscopio di personaggi, straordinariamente variopinto, descritto da Singer, possiamo individuare tre protagonisti. Boris Makaver, uomo d’affari dotato di grande fiuto, con una passione per gli studi religiosi, che traduce finanziando l’intellighenzia ebraica residente ancora in Europa. Hertz Grein, sposato e con figli ormai grandi, intrattiene relazioni extraconiugali che non riesce a vivere con leggerezza, perché afflitto dal senso di colpa che la religione gli ha instillato. E Anna, figlia di Boris Makaver; una donna con un matrimonio fallito alle spalle e in procinto di lasciare anche il secondo marito, poiché totalmente invaghita di Hertz Grein.

Addentrandosi nella lettura, si capisce che Makaver, Grein e Anna sono solo un pretesto per affrontare temi religiosi e politici cari a Singer. Per questo Ombre sullo Hudson è un volume fondamentale per conoscere e cercare di comprendere il mondo ebraico sopravvissuto al conflitto. Un romanzo-saggio audace e coraggioso.

Image Source: Pixbay – Adelphi

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