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Milano Moda Uomo, sfilate di evasione

by Francesca Marangoni
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Sbilanciamoci dicendo che il fremito per le sfilate è tornato in maniera lampante. Pur non essendo ancora tutte dal vivo, il clima che si è respirato durante la Milano Fashion Week è stato estremamente positivo e carico di quel desiderio di evasione che abbiamo respirato quando le restrizioni ci permettevano solamente di sognare la libertà. Questa Milano Moda Uomo per la Primavera/Estate 2022 porta sulle spalle la rilassatezza dell’abbigliamento casual senza però trascurare l’eleganza, con un focus particolare sugli accessori.

Le sfilate di Milano Moda Uomo iniziano il 18 giugno con Ermenegildo Zegna. Il designer Alessandro Sartori apre le danze con un video che ci trasporta in un labirinto, con scene notturne e poco chiare, forse simbolicamente il tunnel che abbiamo attraversato in attesa di vedere la luce; siamo noi in quel tunnel, soli. Poi però il singolo diventa gruppo e questo esce allo scoperto, divisi ma uniti, mostrando i numerosi capi che vedremo nei negozi fra un anno. I capi classici del guardaroba maschile abbracciano lo sportswear e la maglia, con tagli lineari e capi over. I toni sono chiari e naturali, luminosi, come quella luce tanto bramata. Ai piedi tanti mocassini e calzini al polpaccio, perfetti per un target più fresco.

È la palette di colori del cielo romano ad ispirare la collezione di Fendi, creata dalle sapienti mani di Silvia Venturini Fendi e Kim Jones. I capi sfilano sul tetto di Palazzo della Civiltà Italiana, headquarter della casa di moda romana, e proprio la vista da quelle finestre diventa il punto nevralgico del processo creativo. Il focus è su limitate tipologie di capi, ma declinati in maniera diversa e genderless. Ci sono i bermuda, anche in versione cargo, sandali ma anche i crop top che lasciano inusualmente scoperto il ventre maschile. Tripudio di accessori, tra Peekaboo in nylon, Baguette che si restringono fino a diventare micro e fibbia Fendiness completamente rivista. Un’elegante informalità che promette di vendere bene.

Impossibile non notare la somiglianza tra le luminarie di Dior utilizzate lo scorso anno in Puglia e quelle che circondano questa passerella di Dolce&Gabbana. Si nota però una profonda differenza, che ha a che fare che l’atmosfera generale – qui siamo ad una vera e propria festa sfrenata, all’estremo della gioia e della positività che accarezza l’atmosfera da discoteca. Non c’è limite allo scintillio: tra paillettes, applicazioni e gemme, tutto risplende in un vortice di colori. Le atmosfere sono quelle degli anni 2000, dai quali vengono ripescati i gioielli, in particolare le lunghe collane, le canottiere coperte da maglie traforate o trasparenti, i pantaloncini da boxeur e l’abbigliamento casual che esalta quel logoD&G – tanto bramato dagli adolescenti di vent’anni fa.

Zaino in spalla, stampe vivaci e si parte. Non c’è viaggio senza Etro, il cui uomo sfila sulle rotaie dello Scalo Farini a Milano circondato dall’autentica aurea di quel nomadismo tipico del brand. Immancabile il Paisley, trovano ben spazio anche i tessuti più brillanti, i mocassini, i bermuda ed accessori immancabili per una scoperta del mondo come borse da spiaggia e portaborracce. Una collezione fresca ed ottimista, sperando sia davvero la strada che ci troveremo a percorrere.

MSGM, brand fondato da Massimo Giorgetti con l’intento di coniugare la tradizione sartoriale con un linguaggio più moderno, ironico e caleidoscopico, ci catapulta in un viaggio fra amici dall’alba al tramonto ed oltre, all’insegna della libertà ritrovata. L’ottimismo è il fil rouge, così come lo è il contatto con gli elementi naturali, che in questo caso vengono rappresentati dal mare e dalla sua forza. Short, bermuda e colori pop accompagnano i giovani, ma i veri protagonisti sono i personaggi che si tuffano in acqua senza nemmeno spogliarsi. Qual è il messaggio, forse che l’abbigliamento è accessorio e siamo solo noi al centro? Qualunque interpretazione scegliate, il messaggio è sempre lo stesso: prendiamo e scappiamo. 

Il mare viene scelto anche da Miuccia Prada per incarnare quel senso di libertà, utopia e speranza a cui tutti miriamo. Se la sfilata inizia in un tunnel rosso claustrofobico, quasi ad indicare il soffocante percorso che ci siamo trovati ad affrontare, oppure la frenesia urbana dentro la quale normalmente ci troviamo, la conclusione è una passeggiata sulla candida sabbia della Sardegna. Andare in spiaggia, dichiara la stilista, “È davvero un bisogno primario, ma anche un bisogno intellettuale» e ricorda tanto l’escapismo artistico e culturale di inizio ‘900. Saltano agli occhi i cappelli da pescatore, con maxi logo Prada – of course, bermuda e giacche sartoriali accompagnate con disinvoltura da borse da spiaggia. I capi sono striminziti oppure over, non c’è via di mezzo. La scarpa stringata o il sandalo abbinati ai calzini riprendono un inaspettato stile collegiale.

La scelta della spiaggia non è casuale: Prada opera a sostegno della Fondazione MEDSEA con lo scopo di ripristinare gli ecosistemi marini tramite la riforestazione di praterie di Posidonia Oceanica nell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara. Si tratta di una pianta marina endemica del Mar Mediterraneo che svolge un ruolo cruciale nell’assorbimento di CO2 per contribuire a mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

È Giorgio Armani a chiudere Milano Moda Uomo. Da Via Borgonuovo, dove tutto ha avuto inizio, si pensa alle vacanze senza tralasciare la raffinatezza. «Torno alle origini immaginando, ancora una volta e a distanza di anni, un modo di vestire legato al momento, come specchio dei tempi che stiamo vivendo. La mia ‘rivoluzione’ è iniziata in questo modo e va coerentemente nella stessa direzione». L’abito, seppur radicato in una propria classicità, libera il corpo attraverso la leggerezza di forme e materiali e strizza l’occhio allo sportswear. Giacca, bermuda, lino e mocassini sfilati per una camminata a piedi nudi in giardino sono il perfetto esempio di una semplicità vincente e di un’eleganza facilmente raggiungibile. Dopotutto, citando Re Giorgio, “I cretini non sono mai eleganti. Gli intelligenti invece, anche con due stracci addosso sono vestiti logicamente, quindi sempre eleganti“.

Image source: Vogue.com 

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