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La felicità non va interrotta: i bambini di Chernobyl

by Diletta Cecchin
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Chi fra di voi ha la mia età, quindi circa trent’anni, probabilmente durante l’infanzia ha avuto modo di conoscere un bambino di Chernobyl. Diverse associazioni italiane collaboravano con altrettante associazioni ucraine e bielorusse per portare nel nostro paese alcuni dei bambini coinvolti dal terribile disastro nucleare. Durante l’estate, questi bambini venivano ospitati per un mese da famiglie italiane. L’obiettivo era fargli respirare l’aria buona, si diceva. In realtà dietro c’era molto altro: prestargli cure mediche, fargli conoscere un realtà diversa da quella di provenienza, e in generale permettergli per un mese di essere dei bambini come noi. Di questo, e di molto altro, narra il primo romanzo di Anna Bardazzi, intitolato La felicità non va interrotta e pubblicato da Salani.

La felicità non va interrotta

Le protagoniste de La felicità non va interrotta sono Anna e Lena. Lena è una delle migliaia di bambini del progetto Chernobyl, arrivata in Italia dalla Bielorussia. Anna, insieme a suoi genitori, la ospiteranno per un mese. La prima volta che si incontrano hanno entrambe sette anni. Anna ha paura che questa bambina bellissima, dai capelli biondi e gli occhi azzurri, le ruberà l’affetto dei genitori. In realtà sarà lei per prima a innamorarsi di Lena. Un sentimento profondo, ricambiato, scoppiato nelle poche settimane a disposizione, che le legherà per sempre. Con un grande salto in avanti nel tempo, ritroviamo Anna e Lena, ormai trentenni. Anna ha studiato Scienze Politiche in una celebre università parigina con un unico obiettivo: ribaltare il regime di Lukashenko e donare a Lena, amica-sorella, la democrazia. Anche Lena è ormai una donna adulta, che è stata in grado di crescere nonostante mille difficoltà, prime fra tutte l’assenza della madre e l’infanzia trascorsa ad occuparsi di un fratello gravemente disabile. Nonostante ciò, Lena ce l’ha fatta. Si è laureata in giurisprudenza ed è diventata a sua volta madre, della piccola Nastia, senza aver accanto a sé un uomo.

 

La felicità non va interrotta

Ne La felicità non va interrotta le voci di Lena e Anna si alternano. Un romanzo che prende avvio in sordina, ma che lentamente esplode, ricco di umanità, storia, amore. Lena è una guerriera, che ha sempre fatto conto solo sulle proprie forze; avrebbe potuto trasferirsi in Italia per sempre, ma non ha voluto abbandonare la sua famiglia. Anna è una visionaria, passionale, ama la Bielorussia perché ama Lena. Dietro a questo romanzo c’è la storia dell’autrice. Come si può leggere nella sua biografia, la famiglia di Anna Bardazzi per anni ha ospitato i bambini del progetto Chernobiyl. Bardazzi ha deciso di studiare Scienze Politiche, si è laureata con una tesi su Lukashenko, ha insegnato a Minsk. Negli ultimi mesi si è parlato tanto di Bielorussia, delle manifestazioni contro il regime totalitario, degli arresti, delle violenze e delle torture della polizia. Se volete saperne di più di un paese al centro dell’Europa, di cui conosciamo pochissimo, vi consiglio di leggere La felicità non va interrotta. Un romanzo che vi farà indignare, arrabbiare, commuovere e imparare.

Image Source: Unsplash – Salani

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