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L’invincibile estate di Liliana: giustizia mancata

by Diletta Cecchin
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Dalla copertina dell’edizione originale, una ragazza ci guarda. Camicia beige, occhiali in metallo rotondi, orecchini dorati a cerchio e un mezzo sorriso sulle labbra. Un sorriso accennato, timido. Non guarda in camera, chissà se si era accorta che qualcuno le stava scattando una foto. Quella ragazza è Liliana Rivera Garza, o meglio era, perché nel 1993 è stata uccisa dall’uomo che lei ripetutamente aveva lasciato. L’assassino, fuggitivo, non è mai stato trovato. Per cercare di darle un minimo di giustizia e verità, la sorella Cristina Rivera Garza ha scritto il libro L’invincibile estate di Liliana, pubblicato in Italia da SUR.

L'invincibile estate di Liliana

L’invincibile estate di Liliana non è un romanzo, ma un memoir corale e polifonico, dove Cristina Rivera Garza raccoglie le testimonianze e i ricordi di chi aveva conosciuto Liliana, intessendole in un gigantesco affresco. Tutto ha inizio e fine il 16 luglio1990, quando a Città del Messico, Liliana, studentessa ventenne di architettura, fu vittima di un femminidicio. Ormai da tre anni cercava di porre fine alla relazione che intratteneva con Àngel Gonzáles Ramos. Ma lui non la lasciava in pace, la perseguitava, pagava delle persone perché la sorvegliassero.

L'invincibile estate di Liliana

Nell’estate 1990 Liliana prese la decisione definitiva. Si sarebbe laureata in architettura, avrebbe fatto un master, si sarebbe trasferita a Londra e avrebbe lasciato Àngel. Aveva letto Camus e aveva imparato che nel cuore dell’inverno in lei c’era un’invincibile estate. Ma Àngel Gonzáles Ramos non l’ha permesso. Il corpo di Liliana, soffocata e violentata, è stato trovato nel suo letto. L’assassino sparito nel nulla.

Trent’anni dopo Cristina Rivera Garza è pronta a ricostruire la storia della sorella. Partendo dalle carte della polizia, dai ricordi di amici e famigliari, ha costruito un quadro particolare e universale. Perché la storia di Liliana è la storia di tante donne.

L'invincibile estate di Liliana

In Messico ogni giorno sette donne sono vittime di femminicidio (in Italia una ogni tre giorni). Vittime di mentalità arretrata, di una società maschilista e patriarcale, di un sistema corrotto e violento. Infatti Liliana ha subito una doppia violenza, quella del suo assassino e quella del sistema di polizia che ha chiesto un contributo economico (che la famiglia non poteva sostenere) per proseguire con le indagini.

L’invincibile estate di Liliana racconta di un caso risolto, perché non ci sono dubbi sul nome dell’assassino, ma in cui la vittima non ha mai avuto giustizia. Da leggere alternando la lettura con l’ascolto del podcast Dove nessuno guarda, in cui Pablo Trincia racconta il caso simile e tutto italiano di Elisa Claps.

Image Source: Getty Images

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