L’adolescenza è forse il momento più grandioso e terribile dell’esistenza umana. Sono anni che ci plasmano, ci trasformano nell’adulto che saremo per sempre. Anni in cui tutto ci sembra possibile e allo stesso tempo impossibile. Amiamo i nostri amici, odiamo i nostri genitori. Il mondo ci attira e ci spaventa. Vorremmo consegnarci all’ignoto e allo stesso tempo scappare. Di questo momento unico e irripetibile dell’esistenza umana parla il nuovo libro di Virginie Grimaldi, intitolato Le ore fragili ed edito in Italia da e/o.

Le ore fragili racconta la storia di Diane e Lou. Diane è una donna adulta, ha due figli, un matrimonio fallito alle spalle e un secondo marito. Vive di sogni semplici: un marito, una famiglia, un lavoro che la soddisfi. Soprattutto sogna una cosa: la serenità dei suoi figli, Lou e Tom. Tutto questo vacilla quando Seb, il secondo marito, chiede a Diane una pausa di riflessione. Non è più convinto della solidità del loro sentimento e ha bisogno di tempo e solitudine per capire se la ama ancora. Diane viene travolta da un dolore acuto e profondo, che per alcuni giorni le ottenebra la vista, tanto da non accorgersi di quello che sta accadendo sotto allo stesso tetto. Nella stanza affianco, tutto tace. Dalla camera di Lou, la figlia adolescente di sedici anni, non arrivano più risate, musica, parole. Anche Lou sta vivendo un periodo difficile. Ha paura di crescere e la prima storia d’amore fallita la lascia col cuore a pezzi e la mente offuscata da oscuri pensieri. Diane e Lou si assomigliano molto più di quello che sembra e quando la madre scopre che la vita della figlia è in pericolo è disposta a tutto pur di salvarla. Anche a rinunciare a lei. Anche a scavare nel proprio doloroso passato.

Le ore fragili è un romanzo semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice per la scrittura, per il ritmo velocissimo, accelerato dai capitoli brevi e dal continuo alternarsi di punti di vista, tra madre e figlia. Complesso per il coraggio di affrontare un tema scomodo, cioè la depressione adolescenziale, attraverso un confronto generazionale, quello tra madre e figlia, che non può lasciare indifferente il lettore. Consiglio la lettura a chi ha avuto un’adolescenza difficile o a chi ha un adolescente difficile in casa, perché questo libro vi permetterà di assumere per qualche ora il punto di vista dell’altro.
Image Source: edizioni e/o
