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Niente di vero: esiste la verità?

by Diletta Cecchin
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Quando in una famiglia nasce uno scrittore, quella famiglia è finita, si dice. In realtà la famiglia se la caverà alla grande, come è sempre stato dall’alba dei tempi, mentre sarà lo scrittore a fare una brutta fine nel tentativo disperato di uccidere madri, padri e fratelli, per poi ritrovarseli inaspettatamente vivi.

All’apparenza un romanzo su una famiglia strampalata. Scavando più a fondo, un racconto su cosa significa scrivere ed essere scrittori. Questo è il nuovo romanzo di Veronica Raimo, intitolato Niente di vero, pubblicato dalla casa editrice Einaudi e candidato al Premio Strega 2022. Quella di Veronica Raimo è sicuramente una famiglia inusuale. Un padre ipocondriaco, che si lava poco, gira con scotex e alcool sempre a portata di mano e costruisce tramezzi in un trilocale da 60 mq. Una madre iperprotettiva, che va nel panico appena uno dei due figli non risponde al telefono per più di dieci minuti, ma al tempo stesso non è in grado di riconoscere la figlia in un gruppo di donne più o meno della stessa età. Un fratello, politico e scrittore, fervente cattolico che di fronte a qualsiasi difficoltà dispensa parabole. Un nonno all’antica, che cerca di donare alla nipote attimi di normalità. Amiche, amori, conoscenti. Questo è il fertile limo narrativo di Niente di vero.

Niente di vero

A tenere le fila della narrazione e di questi bizzarri personaggi, c’è Veronica bambina, adolescente, ragazza e infine donna. Un’infanzia passata ad annoiarsi a causa delle paure dei genitori. Un’adolescenza di stentata ribellione. E poi il rapporto con le amiche di una vita, Cecilia, Glenda e Milena, le stesse a cui dedica il romanzo. Il sesso, fatto senza rendersene conto di farlo. Le convivenze, le fughe a Berlino.

Niente di vero

Niente di vero è un romanzo che gioca tra realtà e finzione, è lo stesso titolo a suggerircelo. Da bambina Raimo racconta che scriveva un finto diario, da lasciare a portata di mano e di occhi della madre. Da ragazza inviava lunghe lettere all’amica Cecilia, trasferitasi per un anno in Germania, in cui si inventava una vita che non era la sua. Ora, chi ci dice che ciò che ha scritto in questo romanzo, che ha tutte le sembianze di una biografia, sia vero? Tutto ciò, unito a una scrittura sarcastica e spigliata, rende Niente di vero una lettura divertente, incalzante. Un romanzo inaspettato.

Image Source: Einaudi

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