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Batti la zampa! Incontriamo Alex, educatore cinofilo

by Federica Livio
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Alex educatore cinofiloQuanti di noi sono amanti dei cani e ne hanno a casa? Quanti vorrebbero fossero più educati e preferirebbero una convivenza maggiormente fluida con i loro amici a quattro zampe? Io sono da sempre un’amante dei cani e ho ben tre bassotti; ultimamente, per risolvere un problema di comportamento insorto nel mio, seppur piccolo, branco, mi sono interessata alla cinofilia e ho scoperto un mondo affascinante, in cui non si smette mai di imparare.
Ebbene sì, non siamo sempre noi a dover insegnare qualcosa al cane, ma molto spesso è proprio lui che insegna a noi!
Ho perciò incontrato Alex, con cui sto seguendo un piccolo percorso di introduzione alla cinofilia con il mio bassotto Tullio, e mi è sembrato carino condividere con voi la sua storia.

  • Perché hai deciso di diventare educatore cinofilo?

Circa una decina di anni fa, io e la mia allora compagna, ora moglie, abbiamo deciso di prendere con noi un cane. È arrivato Poker. Un cucciolo di rottweiler.  Data la razza scelta abbiamo cercato dei corsi di educazione da frequentare.
Durante il training e la quotidianità abbiamo cercato di ascoltare tutte le indicazioni nel migliore dei modi, ma qualcosa è andato storto… Poker ha sviluppato una forma d’ansia soprattutto in presenza di persone sconosciute, che lo ha portato anche ad episodi di morso.  Queste situazioni ci hanno profondamente segnato! Io in particolare mi sono sentito inadeguato e incapace di gestire una semplice passeggiata in paese con il mio cane.
Non senza difficoltà abbiamo fortemente voluto trovare una soluzione, cercando un aiuto e un sostegno che ci guidasse in questo difficile momento. Ci siano rivolti perciò a molti professionisti… Questo aiuto tangibile di cui tanto necessitavamo purtroppo non arrivava, per i più disparati motivi. Finalmente conosco un’istruttrice cinofila con parecchia esperienza in problemi comportamentali. Da quel momento si apre un mondo, uno scenario sulla cinofilia a me completamente sconosciuto. Da lì ho deciso che il mio percorso doveva essere quello. Volevo diventare un bravo educatore cinofilo per portare conoscenza, cultura cinofila, aiuto e felicità in situazioni alcune volte anche un po’ complicate. Più volte durante le consulenze in famiglia mi è capitato di raccontare la mia esperienza personale per dimostrare che volontà, pazienza e dedizione si possono ottenere risultati incredibili.
La scorsa estate Poker ci ha accompagnato in vacanza nel nostro tour in lungo e in largo per la Slovenia.

  • Come è cambiata la tua vita da allora?

Beh, direi che è cambiata parecchio.  Questo percorso mi ha permesso di capire l’importanza di interrogarsi su tutto ciò che ci capita quotidianamente. Spesso la frenesia della nostra giornata ci fa considerare molti aspetti inutili e banali, ma così non è!  Questo lavoro, che poi è diventato un modo di vivere, mi ha permesso di poter passare in mezzo alla natura parecchio tempo, sempre accompagnato da qualche cane. In montagna, al lago, in mare, con il sole oppure sotto la pioggia al freddo oppure con un caldo torrido i nostri amici a 4 zampe osservano, analizzano e vivono ogni cosa con entusiasmo, innata curiosità ed entusiasmo. Vedere le cose da una differente prospettiva e con positività aiuta a trovare il buono in qualunque situazione oltre che vivere in maniera decisamente migliore.

  • Che caratteristiche e che studi deve avere un educatore cinofilo?

Iniziamo dalle caratteristiche. Un buon educatore cinofilo deve essere prima di tutto paziente. Deve valutare le situazioni in maniera oggettiva e senza pregiudizi. Deve avere un ottimo intuito e buono spirito di osservazione.
Mentre per quanto riguarda gli studi… Non sono mai sufficienti. Come in molti altri campi la cinofilia e in continua evoluzione. È necessario imparare delle buone nozioni teoriche che si possono apprendere da molti corsi da educatori, proposti da enti e società sportive. Queste devono avere una costante applicazione pratica per cogliere tutte le sfaccettature e le eccezioni di alcuni comportamenti canini. L’esperienza sul campo fa sicuramente la differenza.

  • Esistono cani che non possono essere educati?

Tutti i cani hanno delle peculiarità e delle caratteristiche individuali. Per “modificare” alcuni aspetti del comportamento è necessario capire le cause che portano il cane a comportarsi in quel determinato modo, oltre che comprendere il contesto in cui il cane vive. Perciò è necessario un piano personalizzato per ogni cane, questo assicura già una buona percentuale di successo.  Esistono alcune situazioni dove le problematiche non possono essere risolte al 100%, spesso per un insieme di fattori come il contesto, le abitudini quotidiane e molto altro ancora.

  • L’educatore cinofilo lavora con il cane ma anche con il proprietario: ci spieghi in che senso?

Prima ho parlato di contesto. All’interno di questo aspetto c’è oppure ci sono anche i proprietari del cane. Infatti, per ottenere dei buoni risultati all’interno del nostro percorso di training sarà necessario valutare tutto ciò che è connesso al cane. Il nucleo familiare, la presenza di altri cani oppure altri animali, le attività giornaliere che il proprietario compie con il proprio cane e molto altro.  Analizzati nel dettaglio questi aspetti, è necessario suggerire al proprietario degli strumenti utili e su misura: conoscenze, esercizi, attività, variazione di abitudini, etc…. In definitiva, il cane è il centro del mio lavoro, ma in realtà è un tassello di un sistema molto più complesso!

Grazie Alex, spero il tuo discorso sia stato utile a tutti coloro che vogliono concretamente impegnarsi per migliorare la propria relazione con i loro amici a quattro zampe! Potete trovare il nostro Alex sul sito www.asgoodasdog.it e sui social Facebook ed Instagram.

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