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Il giorno prima: una vita in miniera

by Diletta Cecchin
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A Joseph non piaceva la fossa 3-bis di Saint-Amé. Ne parlava coi suoi compagni, con sua moglie. La sera prima i polacchi avevano invocato Santa Barbara perché li proteggesse. Quella miniera era esaurita. Doveva chiudere. Il quartiere era pieno di polvere di carbone, grisutoso, tutti i minatori lo dicevano. L’estrazione doveva finire. Il 27 dicembre erano cinque giorni che nessuno scendeva al fondo. I nebulizzatori non erano passati. L’aria era irrespirabile.

 Il giorno primaNel suo nuovo romanzo, intitolato Il giorno prima e pubblicato in Italia da Keller, Sorj Chalandon fa quello che gli riesce meglio: studia la Storia per raccontarci una storia. Ne Il giorno prima,  Il giorno primaChalandon racconta la tragedia del pozzo Saint-Amé di Liévin-Lens, in cui il 27 dicembre 1974 persero la vita 42 minatori. Una tragedia annunciata, perché le norme di sicurezza non venivano rispettate, i controlli non erano fatti, gli operai venivano spinti oltre ogni limite fisico in nome del profitto. Le miniere di tutto il mondo hanno causato e causano ancora oggi migliaia di vittime, falcidiate da incidenti sul lavoro, o uccise anni dopo, a causa di malattie dovute a un luogo di lavoro così insalubre. Eppure questo libro non è un saggio storico-sociale, anche se la ricostruzione storica è perfetta. Ma un romanzo, in cui viene narrata la storia di Michel Flavent. Conosciamo Michel bambino e adulto. Durante l’infanzia, il nostro protagonista aveva due miti: Michael Delaney, ovvero Steve McQueen nel film Le 24 ore di Le Mans, e suo fratello maggiore Jojo, minatore di Liévin, morto durante la tragedia del 27 dicembre 1974. Da quel momento non esistono più sorrisi per Michel. Si trasferirà a Parigi, diventerà camionista, sposerà l’amore della sua vita. Ma il passato è dietro la porta e quelle 42 vittime stanno ancora aspettando giustizia. Il giorno prima può essere letto come un romanzo o come un saggio, oppure in entrambi i modi. Nelle sue pagine emerge Chalandon giornalista, che si è documentato per anni prima di prendere la penna in mano. E il Chalandon abile narratore, che inserisce un colpo di scena da lasciare senza fiato. Il tutto con una scrittura affilata come una lama. Un romanzo vero, doloroso, avvincente. Uno dei migliori libri che io abbia letto in questo 2021!

Image Source: Kellereditore.it

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