La nuova era della body positivity: riscoprire la bellezza che include - The Fashion Attitude
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La nuova era della body positivity: riscoprire la bellezza che include

by Paola Ferrario
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Tra un filtro vintage e un trend nostalgico su TikTok, sembra che la moda stia tornando indietro nel tempo. Ma mentre i riferimenti anni ’90 tornano in passerella, l’inclusività non dovrebbe essere un ricordo del passato. Secondo i dati di Vogue Business sulle sfilate Primavera/Estate 2026, la rappresentanza di taglie diverse rimane ancora limitata: il 97% dei look ha visto modelle molto esili, e solo un piccolo 3% apparteneva a taglie regolari o plus size. Numeri che mostrano quanto il sistema moda debba ancora aprirsi alla realtà dei corpi che popolano la vita quotidiana.

body positivity

Eppure, il movimento body positive non è scomparso. Si sta semplicemente evolvendo. Dopo anni di entusiasmo iniziale, ora la conversazione si fa più matura: non basta più vedere un corpo “diverso” in passerella, serve che ogni corpo venga raccontato con autenticità. Anche figure come Barbie Ferreira, Ashley Graham o Paloma Elsesser ricordano che la bellezza non è un range di taglie, ma un linguaggio universale — e che la vera rivoluzione è continuare a mostrarsi per quello che si è, anche quando la moda torna a inseguire l’ideale della magrezza estrema.

Tra Ozempic e “heroin chic”: il ritorno di vecchi miti

Negli anni ’90 si chiamava heroin chic, oggi si ripresenta sotto nuove forme, a volte con l’aiuto di farmaci nati per tutt’altro. Ma come ricorda Elisa D’Ospina, modella e attivista curvy:

Il percorso per stare bene con la propria fisicità parte dalla testa, non dall’estetica.

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Un corpo non va “aggiustato”: va ascoltato. Il benessere è fatto di equilibrio, non di estremi. Una ricerca condotta da Gabriella Vico sul benessere femminile in Italia ha mostrato che il 66,9% delle donne si allena per dimagrire, e solo il 29,3% lo fa per stare bene mentalmente. Ma forse è proprio da qui che può ripartire la body positivity: dal muoversi per sentirsi forti, leggere, presenti. Non per rientrare in uno standard.

I social: specchio o lente di realtà?

I social possono distorcere, ma anche aprire prospettive. Sempre più creator e attivistə usano Instagram e TikTok per raccontare la normalità dei corpi, parlare di cicatrici, smagliature, pancia gonfia e giornate no. Come dice ancora D’Ospina:

Il vero modello da seguire è sé stessi.

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E questo forse è il cuore della body positivity: non negare l’estetica, ma ridefinirla come spazio di libertà. La moda, i social, lo specchio: tutto può diventare un luogo di confronto o di accoglienza. La differenza la fa lo sguardo. E come in ogni buon piano di benessere, anche qui vale la stessa regola: la scelta migliore è quella sostenibile, quella che ti fa stare bene nel tempo, non solo per una stagione.

Image Source: Getty Images

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