Il beauty case di molte di noi assomiglia a un piccolo archivio personale. Ci sono prodotti amatissimi che utilizziamo fino all’ultima goccia, acquisti dimenticati e cosmetici che continuiamo a tenere perché, in fondo, “ma sì, sarà ancora buono”. La realtà è che anche il make-up ha una sua vita utile. E rispettarla non è soltanto una questione di ordine o di performance del prodotto: può essere importante anche per la sicurezza della pelle e degli occhi.
Il primo passo, quindi, è imparare a leggere correttamente le indicazioni sulla confezione e riconoscere quei segnali che ci dicono quando un cosmetico non è più nelle condizioni ottimali per essere utilizzato.
Perché la scadenza dei trucchi è una questione di sicurezza

Con il passare del tempo, un cosmetico può modificare le proprie caratteristiche. I conservanti possono perdere efficacia, gli oli possono ossidarsi e, soprattutto nei prodotti che contengono acqua, può aumentare il rischio di contaminazione microbica. Non tutti i cosmetici sono però uguali. Mascara, eyeliner liquidi e prodotti in crema destinati alla zona occhi meritano particolare attenzione perché vengono applicati molto vicino alle mucose e sono sottoposti a frequenti contaminazioni durante l’utilizzo.

Un prodotto che ha cambiato odore, colore o consistenza non dovrebbe essere utilizzato, anche se apparentemente rientra ancora nel periodo indicato sulla confezione. E se dopo l’applicazione compaiono bruciore, irritazione, gonfiore o altri sintomi importanti, la scelta più prudente è interromperne immediatamente l’uso e, se il disturbo persiste o è significativo, rivolgersi a un professionista sanitario.
PAO o data di scadenza? Impariamo a leggere il packaging
Qui arriva uno dei dubbi più comuni davanti allo scaffale del bagno. Sulle confezioni dei cosmetici europei possiamo incontrare principalmente due indicazioni. La prima è la data di durata minima, generalmente rappresentata da una data o dal simbolo della clessidra e accompagnata dall’indicazione relativa alla conservazione. È quella da tenere in considerazione per i prodotti con una durata minima inferiore ai 30 mesi.

La seconda è il celebre PAO, Period After Opening, rappresentato dal piccolo vasetto aperto accompagnato da un numero e dalla lettera “M”: 6M, 12M, 24M e così via. In questo caso il conto parte dal momento in cui apriamo il prodotto, non da quando lo acquistiamo. Un 12M, per esempio, significa che il periodo indicato è di 12 mesi dall’apertura. Ed ecco perché una buona abitudine è semplicissima: scrivere sulla confezione la data in cui apriamo un nuovo prodotto, soprattutto quando si tratta di cosmetici che utilizziamo raramente.
Il test dei 10 secondi: 5 cose da controllare
Quando non ricordate più da quanto tempo avete aperto un prodotto, non serve improvvisarsi chimici. Bastano pochi secondi e un minimo di attenzione.
1. Controllate l’etichetta.
Cercate la data di durata minima o il simbolo del PAO.
2. Annusate.
Un odore rancido, acido o semplicemente diverso da quello originale è un campanello d’allarme.
3. Guardate il colore.
Se è cambiato sensibilmente rispetto a quando avete aperto il prodotto, meglio non rischiare.

4. Osservate la texture.
Grumi, separazione evidente degli ingredienti, superficie alterata o consistenza insolita sono segnali da non ignorare.
5. Ascoltate la pelle.
Se durante l’applicazione il prodotto pizzica, brucia o provoca una reazione che prima non dava, interrompete l’utilizzo.
La regola più importante è però una sola: il PAO non è una licenza per utilizzare un prodotto alterato. Se il cosmetico presenta evidenti cambiamenti prima della fine del periodo indicato, va sostituito.
Quanto durano davvero fondotinta, mascara e ombretti?
Le indicazioni riportate dal produttore restano sempre il riferimento principale. Gli intervalli medi possono essere utili soltanto come orientamento, soprattutto quando la confezione è stata buttata o l’etichetta non è più leggibile. I fondotinta e correttori liquidi sono generalmente più delicati delle formule in polvere, soprattutto quando contengono acqua. Per questo è importante richiuderli bene dopo ogni utilizzo e conservarli lontano da fonti di calore.

Ciprie, blush, terre e ombretti in polvere tendono invece a conservarsi più a lungo perché contengono poca o nessuna acqua. Questo non significa però che siano eterni: pennelli sporchi, dita e applicatori possono trasferire impurità sulla superficie del prodotto.
E poi c’è lui, il vero sorvegliato speciale del beauty case: il mascara. La sua formula e il modo in cui viene utilizzato, dentro e fuori dal tubetto, più volte durante l’applicazione, lo rendono particolarmente esposto alla contaminazione. Per questo il PAO indicato dal produttore va seguito con ancora maggiore attenzione. Anche gli eyeliner liquidi meritano la stessa prudenza.
E rossetti, gloss e matite?

Le formule labbra possono avere una durata differente a seconda della composizione e del PAO indicato dal produttore. Per rossetti e gloss, fate attenzione soprattutto a cambiamenti di odore, colore, consistenza e alla comparsa di goccioline o separazioni insolite sulla superficie. Le matite occhi e labbra, invece, hanno un piccolo vantaggio: temperarle significa rimuovere regolarmente lo strato più esterno. Ma anche in questo caso non significa che possano essere conservate indefinitamente. Se la mina cambia aspetto, odore o consistenza, oppure il prodotto provoca irritazione, è il momento di salutarlo.
Pennelli e spugnette: il dettaglio che fa la differenza
C’è poi una parte del beauty case che spesso dimentichiamo quando parliamo di scadenza: gli strumenti. Pennelli, spugnette e applicatori entrano quotidianamente in contatto con pelle, sebo, residui di prodotto e impurità. Tenerli puliti aiuta quindi a limitare la contaminazione dei cosmetici e della pelle. I pennelli utilizzati frequentemente andrebbero lavati con regolarità utilizzando un detergente delicato e lasciati asciugare completamente prima di essere riposti. Le spugnette, invece, richiedono ancora più attenzione: proprio perché assorbono prodotto e umidità, non dovrebbero essere conservate a lungo sporche o umide.
Alla fine, la domanda non dovrebbe essere soltanto “da quanto tempo ce l’ho?”, ma anche “com’è cambiato?”.

Un cosmetico non diventa necessariamente inutilizzabile il giorno esatto in cui scade il PAO, né possiamo stabilire una data universale valida per ogni formula. Conservazione, modalità d’uso, frequenza di apertura e condizioni ambientali possono fare la differenza. Per questo etichetta e PAO sono la nostra prima bussola, mentre odore, colore, consistenza e reazione della pelle sono segnali da non ignorare. E sì, può essere difficile buttare quella palette che abbiamo comprato anni fa e utilizzato pochissimo. Ma il beauty case non è un museo. Se non ricordate più quando avete aperto un prodotto, la formula è cambiata e quel mascara vive lì da così tanto tempo da aver praticamente acquisito una residenza: forse è semplicemente arrivato il momento di lasciarlo andare.
Image Source: Getty Images
