Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026
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Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026: un viaggio tra arte, materia e visione

by Giulia Panzetti
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Tra debutti, acclamazioni e assenze, dal 7 al 10 luglio 2025 a Parigi si è tenuta la settimana dedicata all’Haute Couture Fall/Winters 2025-2026. Le varie sfilate hanno raccontato non solo la moda ma anche visioni, materia e sentimenti condivisi. Andiamo ora a vedere le tendenze, chi c’era e chi no e le varie collezioni in scena.

Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026

Ad aprire le danze, lunedì 7 luglio maison di grande impatto come Schiaparelli con la sua collezione ispirata al surrealismo, Iris Van Herpen con i suoi abiti bio-luminescenti, Georges Hobeika, Imane Ayissi, Rahul Mishra, Julie de Libran e Giambattista Valli. Presenti martedì 8 invece Chanel, che ha presentato una doppia sessione poetica in attesa del nuovo direttore creativo Mattieu Blazi; Stéphane Rolland, Juana Martìn, Ashi Studio, RVDK Roland Van der Kemp e Giorgio Armani, hanno proposto visioni intime e teatrali di outfit. Mercoledì 9 luglio invece, si sono susseguite le creazioni di Robert Wun Franck Sorbier, Balenciaga, Yuima Nakazato, Elie Saab, Viktor&Rolf, Zuhair Murad e Maison Margiela, al debutto sotto la direzione di Glenn Martens. In chiusura dello spettacolo, giovedì 10 ha visto protagonisti Aelis, Ardazaei, Peet Dullaert, Rami Alali, Adeline André e Germanier, che ha sorpreso con una couture fatta di scarti reinterpretati in chiave iper-contemporanea.

Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026

Tra le storiche maison, assenti Dior, che ha scelto di dedicarsi alla collezione maschile, Jean Paul Gaultier, privo di una collaborazione annunciata e Alexandre Vauthier, che pare stia attraversando un periodo di riorganizzazione. A emergere invece, nuovi giovani designer con la loro visione di una couture più sostenibile, narrativa e sperimentale.

Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026

Tra le varie tendenze, vediamo Schiaparelli che con la sua collezione Back to the Future di Roseberry, ha evocato il surrealismo come lente per osservare il tempo. Il colore è stato ridotto al minimo lasciando spazio al bianco e al nero. Tra i capi più memorabili vediamo un bustier con cuore pulsante gioiello, la giacca Elsa dalle spalle scolpite. Chanel invece, ha ricreato lo scenario storico che richiama l’atelier di rue Cambon. La palette di colori è sobria e naturale e i tessuti sono ruvidi ed eleganti. Tra i capi più iconici troviamo il vestito da sposa con velo trasparente e bouquet di spighe dorate, il completo in verde muschio dalle linee maschili e il pinafore in satin crepe ricamato a mano. Il messaggio? Il ritorno alle origini, alla semplicità e alla femminilità (consapevole).

Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026

Al primo posto nella scala dei colori c’è il nero, proposto in molteplici variazioni quali lucido, opaco, vellutato e strutturato. Accanto al nero, nuance naturali come il beige, il verde e il bianco perla. Il rosso, presente in piccole dosi, ha acceso la scena mentre l’oro e l’argento hanno brillato su dettagli e ricami. Per quanto riguarda i materiali, i tessuti hanno avuto un ruolo narrativo centrale. Il tweed e il bouclé, scelta da Chanel, hanno evocato calore e tradizione. Il velluto è stato utilizzato per trasmettere intimità e potere, mentre la seta metallica ha arricchito gli abiti con riflessi notturni. Il tulle e lo chiffon, usati da Elie Saab e Mishra, hanno scolpito volumi eterei e giochi di trasparenze. Presenti, inoltre, materiali sperimentali e sostenibili come le alghe bioluminescenti di Iris Van Herpen o i tessuti riciclati di Maison Margiela, sono stati in grado di presentare una couture che guarda al futuro, senza perdere però la sua anima artigianale.

Paris Haute Couture Fall/Winters 2025-2026

In generale, la Haute Couture Fall/Winters 2025-2026 ha parlato con stoffe, silenzi e sovrapposizioni. Nelle assenze e nelle novità, si è rivelata più che mai viva, profonda e capace di raccontare di un mondo che cambia. Parigi è stata in grado di rispondere con consapevolezza e ricordarci che la moda, non segue il tempo ma lo plasma.

Image Source: Lunchmetrics Sporlight

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