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Orfanzia di Athos Zontini

by Diletta Cecchin
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Orfanzia

Athos Zontini

«Io non voglio mangiare. Ma mia madre non si rassegna, continua ad imboccarmi come se avesse fame al posto mio». Si presenta così il protagonista di Orfanzia, romanzo scritto da Athos Zontini ed edito da Bompiani. La voce narrante ci accompagna per tutta la lettura, all’interno di un tunnel sempre più ossessivo.
Orfanzia racconta la storia di un bambino, di cui non sappiamo il nome, che rifiuta qualsiasi tipo di alimento. Ha otto anni e pesa solo venti chilogrammi. Il suo corpo è scheletrico, i suoi genitori disperati. Nella testa un unico obiettivo: non crescere. E non vuole crescere perché sa quello che accade ai bambini floridi e rosei: vengono mangiati dai genitori che appositamente li ingrassano con pranzi, cene e merende. Intorno al protagonista ruotano la figura della mamma e quella del papà; la prima allaccia ancora le scarpe al figlio e lo giustifica in tutto e per tutto, il secondo vorrebbe un figlio diverso, modellato a sua immagine e somiglianza. Nell’animo del nostro protagonista ci sono due bambini, uno che odia i genitori per tutti gli obblighi e i divieti, tanto da diventare fisicamente violento contro il padre, l’altro che li ama, si sente protetto da loro e, con il procedere del racconto, fa sempre più fatica a resistere al richiamo del cibo.
orfanziaNel primo romanzo di Athos Zontini si affrontano diversi temi: il bullismo, il rapporto con gli adulti, l’ossessione moderna per il cibo. Il titolo è un neologismo inventato dall’autore stesso, significa “orfano dell’infanzia”, condizione vissuta da quei bambini e adolescenti privati della libertà di crescere, condizionati in ogni minima scelta dalla volontà dei genitori, che spesso cercano di realizzare, attraverso i figli, quelli che erano i loro desideri passati e che non sono riusciti a concretizzare nella giovinezza.
Una storia senza buoni, perché tutti i personaggi sono in qualche modo crudeli. Athos Zontini riesce a liberarsi da modelli superficiali che vedono i bambini come creaturine sempre allegre e felici. L’infanzia viene dissacrata e descritta in tutta la sua difficoltà. Un romanzo di formazione che ci trasporta nel “terribile” mondo dei bambini.

Image Source: sito Bompiani

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