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Il tabù delle mestruazioni

by Opinion Leader
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Nonostante la massiccia informazione, ancora oggi sull’argomento delle mestruazioni imperversano leggende metropolitane e, peggio ancora, terapie sanitarie improbabili. Sulle mestruazioni vi sono tuttora misteri e strane idee. Come quella di dover mangiare molto prezzemolo durante il ciclo mestruale, o del sesso fatto in “quei giorni” perché contraccettivo sicuro (niente di più sbagliato: infatti all’interno dell’utero gli spermatozoi possono sopravvivere, quindi incontrare la cellula uovo, fino a 4-5 giorni dopo il loro ingresso). Altre leggende metropolitane che hanno rovinato l’adolescenza e la pubertà di molte donne: non lavare i capelli durante il ciclo, non toccare le piante perché le fai morire, non montare panna e maionese perché impazziranno, depilati in pieno flusso per ritardare la ricrescita dei peli.

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Per le giovani sono nati, a questo proposito, due siti per una corretta informazione: www.queigiorni.it e www.lemiecose.net. Ma non ci sono soltanto siti online che contribuiscono a scoperchiare il tema ma l’anno scorso si è aggiunta anche una graphic novel americana dedicata alle bambine dai 10 anni in su, in Italia edita da Il Castoro: È tutto un ciclo di Karen Schneemann e Lily Williams, autrici e illustratrici anche del blog The mean magenta.

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Il tabù del nome se ne va già nel titolo e basta aprire per vedere pagine interamente colorate di rosso. Nelle recensioni americane è definito il libro definitivo sul ciclo, ma soprattutto sulla consapevolezza, del fatto che succede a tutte sporcarsi i vestiti, avere dolore e trovarsi senza un assorbente. La lotta è allora per far riempire i distributori, far pagare meno gli assorbenti, smontare le prese in giro. Tutto cercando di metterla in ridere. L’invito è chiaro: aprire la porta del bagno e parlare apertamente di questa cosa considerata volgare e sporca.  Non è questione solo personale quella del ciclo. La battaglia sulla tampon tax è universale e tutta da combattere. In Italia, nei giorni scorsi in manovra è stato inserito “il taglio dal 22% al 10% dell’Iva su prodotti assorbenti per l’igiene femminile”. E’ quanto si legge nel comunicato finale di Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha approvato il documento programmatico di Bilancio. Si tratta dell’Iva, l’imposta sul valore aggiunto, che si paga in Italia su tutti i beni acquistati e che per gli assorbenti, finora, era stata fissata in Italia al 22%. La percezione è di un balzello extra perché per i beni di prima necessità, come molti prodotti alimentari, l’aliquota è fissata al 4% e per una altra ampia serie di prodotti sono previste aliquote agevolate al 5 e 10%. Da qui la richiesta avanzata a più riprese in sede parlamentare di una ritocco al ribasso, a cui però le Maggioranze di governo si sono sempre opposte, parlando di costi eccessivi per coprire la misura. Ora però il governo si è convinto di inserire in Manovra una riduzione dell’aliquota fino al 4%. Le mestruazioni, fin ora e si spera ancora per poco, sono state un lusso anche se ogni donna nel corso della sua vita fertile deve affrontare 456 cicli mestruali. Solo per gli assorbenti secondo i dati della Camera dei Deputati la spesa è di 1700 euro. Una ricerca dell’Istituto AstraRicerche ed Essity, multinazionale svedese del settore igiene e salute, dice che per il 27,4 % delle intervistate il ciclo mestruale è fonte di disagio e imbarazzo. Gloria Steinem ha provato a ribaltare il problema sugli uomini e già dieci anni fa che il sesso maschile ne avrebbe fatto un evento di cui vantarsi. Il suggerimento è chiaro, dovrebbero farlo anche le donne.

Image Source: Pixbay – Il Castoro

 

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