Con Il pappagallo muto (Rizzoli, 2025), Maurizio De Giovanni torna a esplorare l’universo di Sara Morozzi, l’ex agente dei Servizi Segreti che abbiamo imparato ad amare anche sul piccolo schermo grazie a Netflix. In questo settimo volume, lo scrittore partenopeo ci ricorda che, in un mondo dominato da algoritmi e sorveglianza digitale, l’intuito umano resta l’arma più letale e imprevedibile.

La sfida che attende Sara e il suo storico collega Andrea Catapano è di quelle che farebbero tremare chiunque: infiltrarsi in una riunione di individui senza scrupoli dove la tecnologia moderna è resa inutile dalle contromisure dei criminali. È qui che entra in gioco l’”arcaico” talento dei nostri protagonisti. Sara Morozzi, la “donna invisibile”, con i capelli bianchi e un aspetto volutamente dimesso, riesce a svanire tra la folla, trasformando la sua capacità di leggere il linguaggio del corpo e il labiale in uno strumento di intercettazione infallibile. Al suo fianco, Andrea Catapano rappresenta la memoria storica del gruppo. Nonostante l’ipovisione, Andrea possiede un archivio uditivo prodigioso, capace di ricollegare voci e rumori a vecchi fascicoli dei Servizi, rendendo il passato un presente vivissimo e utilissimo alle indagini.

Attorno ai due protagonisti gravita la consueta, magnifica “famiglia d’elezione”: dal burbero ma risolutivo Pardo alla fedele Viola, fino a Teresa, l’ex collega pronta a tutto. De Giovanni costruisce un’architettura narrativa complessa dove ogni personaggio è una pedina essenziale; senza il loro equilibrio, l’intera storia crollerebbe. La scrittura è, come sempre, pulita e appassionata, capace di trascinare il lettore dentro l’indagine fino a farlo sentire parte integrante del gruppo.
“…incredibile la memoria del corpo, incredibile come piedi e gambe e odori possano riportare indietro pensieri e sentimenti…”

Il valore aggiunto di questo noir è la delicatezza con cui affronta temi sociali profondi. De Giovanni trasforma l’anzianità da limite a risorsa: non è il tramonto della vita, ma l’occasione per nuovi progetti e per rivendicare il proprio ruolo nel mondo. Il libro è un inno alla possibilità di contrastare i poteri forti attraverso la competenza e l’umanità, celebrando quei legami che, pur senza vincoli di sangue, diventano il nostro vero porto sicuro. Il pappagallo muto non è solo un giallo spettacolare per la sua trama curata e densa di colpi di scena; è un’opera che brilla per lo spessore psicologico dei suoi protagonisti, ormai familiari ma sempre capaci di sorprenderci. Un libro consigliato a chi cerca un noir denso di pathos, dove l’esperienza e i sentimenti autentici contano ancora più di qualsiasi software di sorveglianza.
Image Source: Il resto del Carlino – Netflix
